Frode all’IVA scoperta dalla Guardia di Finanza

Giuseppe Montuori * 28 Marzo 2025
Frode all’IVA scoperta dalla Guardia di Finanza

Procura Europea e Guardia di Finanza hanno portato alla luce una frode fiscale in materia di Imposta sul Valore Aggiunto nel commercio dei polimeri (materiale usate per smartphone, giocattoli, bottoni…).

Le indagini, eseguite dalle fiamme gialle torinesi, a seguito di mandato del GIP del Tribunale di Nola (NA), su richiesta della Procura Europea di Torino, hanno consentito l’esecuzione di 13 misure cautelari nei confronti di altrettante persone parteciparti al disegno criminoso, per la maggior parte consolidato in Campania, ma con diramazioni europee.

Il sodalizio criminoso è ritenuto responsabile di una frode al tributo indiretto (IVA), per un importo vicino ai 100 milioni di euro. A tal uopo, sono stati altresì disposti i relativi sequestri preventivi, per importi correlativi, mirati soprattutto a limitare il danno nei confronti del bilancio dello Stato. L’attività è stata eseguita anche in altri Paesi UE, con il coinvolgimento delle relative forze di polizia.

Nel territorio nazionale hanno preso parte all’operazione un centinaio di finanzieri dei vari Reparti specialistici nonché territoriali (Piemonte, Campania, Lombardia, Toscana e Lazio), i quali hanno eseguito anche perquisizioni sul posto oltre, naturalmente, all’esecuzione di provvedimenti restrittivi della libertà personale. All’operazione hanno partecipato inoltre alcune unità cinofile (cash dog - cani addestrati a fiutare e trovare danaro nascosto).

Le indagini si sono anche avvalse di intercettazioni telefoniche, oltre ad osservazioni sul posto, pedinamenti, tecniche necessarie ad appalesare l’enorme sistema evasivo in materia di lavorazione e relativa commercializzazione di materie plastiche e prodotti chimici.

È ovvio che, senza le famose cartiere (società fittizie, necessarie all’esecuzione della frode ma, ultimata la quale, poi scomparivano), la truffa in questione non poteva essere portata a termine.

Quest’ultime sono state create ad arte, anche per rendere più difficoltosa la ricostruzione dell’intero sistema fraudolento, cercando di evitare infine di risalire sia agli effettivi esecutori della frode che ai relativi beneficiari.

L’attività ispettiva, iniziata nel 2018, si è protratta per oltre cinque anni, al termine della quale sono stati contestati reati a vario titolo (associazione di stampo mafioso, frode all’IVA, emissione e utilizzo di FOI – fatture false – omessa presentazione delle dichiarazioni, indebite compensazioni d’imposta…), ed hanno riguardato 52 persone, tutte indagate.

È risaputo, ma è giusto precisarlo, che gli indagati non vanno considerati colpevoli fino a fine processo, con eventuale condanna definitiva.

* (Dottore in Scienze della Pubblica Amministrazione)

Giuseppe Montuori * 28 Marzo 2025
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