L’intenso percorso della vita attraverso gli occhi e la penna di Adelina Mauro
Valentina Soviero 20 Aprile 2023
È il primo lavoro editoriale della scrittrice e giornalista Adelina Mauro, insegnate in pensione e lettrice appassionata. Edito da Michelangelo 1915, “Un infinito mare carminio” nasce tra ricordi e sentimenti che scorrono sotto l’occhio attento dell’autrice, l’occhio delicato e accogliente di Adelina, che ci racconta, attraverso storie appassionanti, il mare infinito e misterioso dell’anima.
Il significato profondo di quest’opera, il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza, è strettamente connesso all’osservazione del mondo ed alla comprensione della vita, fatta di drammi ma anche di gioie e carezze, attimi di bellezza che ci ricordano quanto questo percorso valga la pena di essere vissuto, nonostante tutto.
La scrittrice, Adelina Mauro, ci ha raccontato la nascita di questa raccolta, partendo dal titolo: – “Un Infinito Mare Carminio è la metafora di un campo di papaveri, simbolo della libertà e fiore semplice della consolazione, quella che provo quando mi immergo nella scrittura. I 30 racconti dell’antologia volgono lo sguardo alla vita, alle gioie e alle avversità che abbracciano l’umano – così Adelina si rivolge al lettore, attraverso lo sguardo attento di chi osserva la realtà – mi sono ispirata anche alla mia esperienza chiaramente, ai rapporti di condivisione che mi hanno portata a fare il pieno di sentimenti, brutti o belli, che ho interiorizzato e che mi hanno avvolta dando vita ad un lungo viaggio tra passato e presente, un viaggio di storie umane, di pensieri fluidi che scorrono ininterrottamente. Sono partita da flash e ricordi, per poi far scorrere la penna, soffermandomi spesso per accarezzare e comprendere i miei personaggi, per accompagnarli teneramente nel loro viaggio fatto anche di dolori, per dare loro sollievo”.
I ricordi di cui l’autrice ci parla sono memorie venute a galla, dolci nostalgie del passato come antiche feste di paese, tradizioni religiose o culinarie, banchetti o concertini, personaggi dell’infanzia, i proverbi e il focolare domestico, amori, amicizie e malinconie, storie di malattia e di morte, di quotidianità e umano vivere in cui trionfa sempre la speranza: – “Sono storie apparentemente tristi ma che non faccio cadere mai nel pessimismo, i personaggi sembrano bloccati come in una ragnatela. Ma alla fine riescono a rinascere, accompagnati dalla fede. Sono storie che sollecitano il bisogno di scandagliare tra le righe i messaggi profondi che trapelano nel disagio di vivere. Sulla pagina scritta si stagliano personaggi dall'esistenza semplice ma intensa, come Rosina 'A Panettera, che preparava per i figli le pizzette fritte e le regalava a tutti i bimbi, ascoltava le pene delle sue vicine e ora vive tra i fumi del passato, preda dell'Alzheimer. Ci commuove Concettina, che confessa con dolore le violenze incestuose avvenute tra le mura di casa, sotto gli occhi chiusi della madre, per paura della vergogna che si sarebbe abbattuta sulla famiglia. E fa tanta tenerezza Annina, che svela i suoi segreti a tutti con l'ingenuità di una bambina”.
All’interno della sua raccolta, grazie alla sua arguzia e al suo studio giornalistico, la Mauro porta alla luce anche storie di donne che vivono il dramma della guerra e cercano di uscire dal buio di una condizione femminile vessata e sottomessa: – “Sono donne forti che attraversano le pagine del libro. Queste donne non si lasciano abbattere dalle avversità e lottano a denti stretti, per l’amore dei propri figli, per una vita degna di essere vissuta. Viene rappresentato, in questo caso, anche il mondo maschile. Gli uomini di questi racconti sono lascivi, trascurano il loro ruolo di padre e marito, facendo traballare l’equilibrio di famiglia”.
Quella di Adelina diviene quindi un’opera che trascende i limiti del corpo e, con delicatezza e sensibilità, avvolge l’anima e i pensieri evidenziando il vero senso della vita. Tale senso viene riscoperto anche nella copertina del libro, dall’opera di Eduardo Amato, Passeggiata sulla neve: - “Il quadro mi colpì fin da subito. Viene rappresentato un vialetto, che significa camminare, senza soffermarsi, fare questa strada e arrivare in fondo, dove c’è la luce. C’è la neve, questo candore in cui mi ci immedesimo, in contrasto con il rosso carminio di questa donna d’altri tempi, avvolta in un meraviglioso mistero. In fondo al viale una casa che sa di famiglia, di valori, di calore. Io sono così, mi sento come la donna in copertina che attraversa la vita, posso essere limpida e misteriosa, passionale e bambina, adulta e sofferente. Sono umana”.
Mente e cuore si incontrano in un viaggio esperienziale dove fluidi sono i pensieri e lineari i contenuti. Ciò che caratterizza la scrittura e lo stile dell’autrice è l’utilizzo della Paratassi per scandire con grande forza espressiva la parola reale che si alterna a una struttura più complessa. Questo rende la lettura ora veloce ora lenta, i ritmi sono alternati e catturano l’animo del lettore lasciando forti emozioni in una genesi che resta legata alla vita, ai piccoli e grandi drammi del vivere dove, pur nel sacrificio, si attua la difesa dei valori dell’umano: - “Un percorso che ho portato anche nelle scuole, dove i ragazzi hanno estrapolato le tematiche che gli interessavano e allo stesso tempo hanno dato a me la possibilità di pensare a cose su cui prima non mi ero soffermata. È stato interessante, il libro piaceva e anche loro avevano dei ricordi, perché le storie accomunano, ci rendono uguali, l’esperienza ci arricchisce ma ci da anche modo di entrare in contatto con gli altri. Poi abbiamo letto qualche estratto insieme, è stato un momento emozionante in cui abbiamo riso, riflettuto e ci siamo commossi.
“Sono contenta di questo successo, sono felice che i miei racconti vengano letti e, ancor di più, che possano servire a qualcuno per superare le prove che la vita ci pone” – ha concluso l’autrice palmese parlando del suo libro che, insieme a lei, abbiamo scoperto, amato, compreso. Le sue storie ora sono motivo di discussione e di riflessione e, ancor di più, diventano luogo di unione esperienziale, momento da concedersi per emozionarsi e commuoversi, un infinito mare carminio in cui tutti navighiamo ogni giorno come marinai insicuri e nomadi desiderosi.
