OGGI ACCADDE: Le quattro giornate di Napoli
Geltrude Vollaro 28 Settembre 2020Quattro giornate bastarono ai napoletani per scacciare dalla propria Terra i nazisti tedeschi e i fascisti italiani e consegnare alle Forze Alleate, il 1° ottobre 1943, una città libera dall’occupazione tedesca.
Le quattro giornate di Napoli non furono una vera e propria rivoluzione. Fu insurrezione popolare, tra il 27 ed il 30 settembre 1943, nella seconda guerra mondiale.
La rivolta nasce e divampa nel giro di poche ore. Gli abitanti esasperati per i lunghi anni di guerra, per le esecuzioni, i rastrellamenti di civili, per i disagi e la fame subita si ribellarono e con coraggio e eroismo insorsero contro il nemico invasore.
Tutta la popolazione partecipò senza distinzione di ceto sociale. Si saccheggiarono i depositi delle armi. Uomini, donne, femminielli, preti, ragazzi e bambini spontaneamente in più punti della città iniziarono a radunarsi imbracciando i fucili, armandosi di pietre e di bottiglie piene di benzina.
Non c’era più scelta se non quella di sopravvivere ribellandosi. Si combatté per le strade ed i vicoli della città. La forza che animò tutti era conquistare la libertà.
Una libertà che pretese un prezzo alto da pagare. Il bilancio delle vittime fu alto. Circa 168 tra partigiani e militari, 159 civili.
Tra loro c’è Gennaro Capuozzo, detto Gennarino, un bambino di 11 anni, ucciso nei combattimenti. Giovane Partigiano eroe. Napoli fu la prima città europea a reagire ed a sconfiggere gli invasori.
L’insurrezione impedì ai tedeschi, prima della ritirata, di ridurre la città in “polvere e cenere”, così come ordinato da Hitler, e fu anche impedita la deportazione di massa prevista dal colonnello Scholl. Questo valse alla Città la medaglia d’oro al valor militare.